‪Maria Cristina Rulli

‪Maria Cristina Rulli

‪Maria Cristina Rulli

Professore ordinario

Maria Cristina Rulli è professore ordinario di idrologia al Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dal 2019 dove è docente di “Water and Food Security” e di “Climate and Global Change in the Age of Sustainable Development” nell’ambito dei programmi di ingegneria ambientale, e di” Climate Hydrology” nell’ambito del programma di architettura e urbanistica. È inoltre docente del corso dottorale di “Resource Planning and Management within Sustainable Development: a focus on the Water, Energy, Food and Climate Nexus” presso la scuola di dottorato del Politecnico di Milano. Laureata con lode In Ingegneria Civile per la Pianificazione del Territorio presso l’Università di Perugia, ha poi conseguito il dottorato in Ingegneria Idraulica presso il Politecnico di Milano svolgendo la sua attività di ricerca come ricercatore associato presso l’Università della California a Berkeley. È autrice di oltre 100 articoli nei settori dell’idrologia, della geomorfologia fluviale, dell’idrologia e della stabilità dei pendii, delle risorse idriche globali e delle valutazioni delle risorse naturali secondo scenari di cambiamento globale. Le sue ultime ricerche, pubblicate su autorevoli riviste scientifiche, si concentrano sul Nexus acqua-cibo-energia e sulla sostenibilità ambientale e nello specifico sul fenomeno emergente dell’acquisizione di terra agricola su larga scala (LSLA) e sui conseguenti impatti sull’acqua, sull’energia e sulla sicurezza alimentare. In tali studi attenzione è stata posta all’impatto dei cambiamenti climatici, dell’urbanizzazione, della deforestazione, del degrado del suolo, della crescita della popolazione, dei cambiamenti nel consumo di cibo, dei cambiamenti nelle politiche energetiche sulla disponibilità dell’acqua e di altre risorse naturali studiando anche l’effetto di esternalità ambientali, interdipendenze e teleconnessioni .
La ricerca di M.C. Rulli, sia sperimentale che teorica, ha contribuito a chiarire gli effetti dei disturbi antropogenici e naturali, come i cambiamenti nell’uso del suolo, i cambiamenti climatici, gli incendi boschivi e le nuove infrastrutture, sulla risposta idrologica e sulla produzione dei sedimenti di una varietà di bacini idrografici alle diverse scale spaziali e temporali. Il suo lavoro, inoltre, ha definito e quantificato il fenomeno globale del “water grabbing” ed ha esplorato i suoi impatti sulla governance delle risorse idriche, sui mezzi di sussistenza rurali e sull’emergere di conflitti idrici. Questi contributi originali hanno portato a una serie di articoli di ricerca che sono stati citati nella letteratura accademica più autorevole, nei documenti politici (governi, FAO, World Bank) e nei media sia italiani che internazionali (corriere della Sera, Repubblica, Washington Post, Al Jazera, Scientifica American etc.

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